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                   432 HZ    IL   LA  VERDIANO

 

 

Il suono,in tutti i periodi storici , è stato riconosciuto anche come MUSICOTERAPIA .

 La causa della malattia, è sempre un modello di energia NON armonico e il suono ha la capacità di introdurre energia, aumentare e correggere le vibrazioni ENTRARE IN SINTONIA con la natura.

 La frequenza 432, è alla base di tutta la creazione e tutte le altre frequenze in Natura, le ruotano intorno.

Gli egiziani ed altre antiche civiltà, avevano avanzati strumenti musicali accordati alla frequenza 432.

 Nel 1859, il governo francese, sotto l’influenza di una commissione di compositori sostenitori del belcanto, uniformò per legge il la a 435 hertz, intonazione tra le più basse del periodo.

In seguito, nel 1884, il governo italiano emise un decreto per la normalizzazione del diapason a 432 vibrazioni per secondo, normalizzazione richiesta da Giuseppe Verdi e altri musicisti italiani riuniti al congresso di Milano nel 1881.

   In una lettera alla commissione  musicale del Governo, riportata nel decreto, Verdi scrisse:  «Fin da quando venne adottato in Francia il diapason normale, io consigliai venisse seguito l’esempio anche da noi; e domandai formalmente alle orchestre di diverse città d’Italia, fra le altre a quella della Scala, di abbassare il corista uniformandosi al normale francese. Se la Commissione musicale istituita dal

nostro Governo crede, per esigenze matematiche, di ridurre le 435 vibrazioni

del corista francese in 432, la differenza è così piccola, quasi impercettibile

 all’orecchio, ch’io aderisco di buon grado. Sarebbe grave, gravissimo errore

 adottare, come viene da Roma proposto, un diapason di 450.

 (Giuseppe Verdi si rifiutò di dirigere una sua opera, la Forza del Destino, a Napoli perché l'orchestra era accordata al La=450, come lo è in molti teatri lirici odierni, ad esempio Salisburgo, Berlino e Firenze,...." )

 Io pure sono d’opinione con lei che l’abbassamento del corista non toglie nulla alla

 sonorità ed al brio dell’esecuzione; ma dà al contrario qualche cosa di più nobile, di

 più pieno e maestoso che non potrebbero dare gli strilli di un corista troppo acuto.

 Per parte mia vorrei che un solo corista venisse adottato in tutto il mondo

 musicale. La lingua musicale è universale: perché dunque la nota che ha

 nome la a Parigi o a Milano dovrebbe diventare un si bemolle a Roma?

 Ma la scuola tedesca prenderà il sopravvento e Wagner, Schumann, Brahms avranno la meglio imponendo di fatto il diapson a 440 hz ed oggi alcuni lo innalzano ancora sino a 442. 

 Nel 1939, il ministro della propaganda nazista Joseph Goebbels, notò che la frequenza 440 trasmetteva una forma di aggressività maggiore nei soldati. Così tutti gli strumenti modificarono da lì in poi, la loro accordatura a quella frequenza, anche in forza della supremazia Tedesca di quel periodo.

La frequenza 440, limita il modo di pensare e di sentire delle persone, non basandosi sul suono della natura ma su uno artificiale dato dall'uomo per propria convenienza in un determinato periodo storico.

il 20 luglio 1988 su iniziativa dei senatori BOGGIO,MEZZAPESA,CAPPELLI,AZZARA' fu ripresentato un disegno di legge al Senato della Repubblica senza esito conclusivo pratico. 

 La musica a 432 Hz, favorisce la sincronizzazione cerebrale, il rilassamento, l’intuito.

 E’ efficace in caso di ansia, stress ed insonnia. Stimola la produzione di serotonina e riduce gli sbalzi d’umore.

 


 

 I recettori della serotonina sono il bersaglio di una varietà di farmaci e sostanze stupefacenti, tra cui molti antidepressivi, antipsicotici, anoressizzanti, e allucinogeni. Cosa di meglio che utilizzare la MUSICOTERAPIA per aumentare la SEROTININA invece che dei farmaci ?

 Dà sollievo e benessere a tutto il corpo, è in una parola, RIGENERANTE , OSSIA TERAPEUTICA.

 Famosa ricercatrice sulla fisica del suono , Maria Renold,ha rilevato più di una volta, che attraverso la normale intonazione standard basata su un LA a 440 Hz, gli ascoltatori presenti nella stanza cominciavano ad assumere comportamenti polemici e antisociali.

  Quando invece l’intonazione del medesimo strumento veniva eseguita 432 Hz, le stesse persone, nuovamente invitate ad ascoltare il medesimo concerto, rimanevano questa volta piacevolmente colpiti ed entusiasti. 

Per oltre vent’anni la Renold ha avuto modo di constatare queste evidenze, intervistando e testando più di duemila persone, e oltre il 90% preferiva a priori il tono più basso, formato da una normale scala equo-temporale basata su un DO a 256 Hz e un LA a 432 Hz

Altra considerazione: Il DO centrale del pianoforte intonato sul LA a 440 hz è 261,626 Hz mentre lo stesso DO intonato sul LA a 432 Hz è 256 Hz che è multiplo di 8 (x 32 = 256)  che è la frequenza base della Terra. Ciò DERIVA ANCHE DAGLI STUDI DI PITAGORA

 

 Da qui la necessità che ci dobbiamo abituare ad ascoltare la musica a 432 e ricostruire il ns. archivio musicale su tale frequenza, ne ricaveremo dei benefici sia sulla ns. salute che sulla ns. psiche.

 E' come se l'agricoltura abbandonasse in un solo colpo i pesticidi, i metodi transgenici e tutto quanto l'uomo ha inventato, costruito, sviluppato nei secoli , in contrasto con la natura od a volte contro la natura.

L' Istituto Schiller si è prodigato dal 1988 per il ripristino del LA VERDIANO

(https://en.wikipedia.org/wiki/Schiller_Institute)

 Cimatica : la nuova scienza, che studia le onde e i suoni che creano forme geometriche armoniose

http://www.youtube.com/watch?v=GtiSCBXbHAg

 Lo Spirito crea attraverso il Verbo che si manifesta attraverso il Suono = Linguaggio
http://www.mednat.org/new_scienza/cimatica.htm

 

Reazioni nucleari da ultrasuoni: reazioni piezonucleari. http://www.metamorfosi-aliene.it/argomenti-scientifici/la-scienza-oltre-il-velo-di-maya/la-scienza-oltre-il-velo-di-maya/273-reazioni-nucleari-da-ultrasuoni-reazioni-piezonucleari.html#ixzz2iduZuKEf

 Il catalogo che qui vi propongo sono musiche da me registrate tra il 1985 ed il 2010 con il diapson a 432 HZ, mentre tutte le altre esistenti in commerico a 441 possono trasformarsi (previo adeguato trattamento) in 432 HZ, operazione che verrà fatta su richiesta ai ns. studi specializzati,ed in relazione alla quantità richiesta avrà un costo in diminuzione.

 


 

Costi su richiesta in relazione alla quantità.

 



 



 

Solisti, direttori, registi
Biografie
Compositori, foto Catalogo Prime mondiali uniche [2]
  • Mimì
    NATALIA MARGARIT-Isabelle Ange - soprano
  • Rodolfo
    .................................................... - tenore
  • Musetta
    Elena Kozina - soprano
  • Marcello
    ......................................................- baritono
  • Schaunard
    ......................................................- baritono
  • Alcindor
    ...................................... - basso
  • Colline
    Ilia Popov- basso
  • Parpignol
    .......................................-tenore
2 RONCOLE FESTIVAL







DIRETTORE DEL CORO.........................................
Direttore di Orchestra e RegiaSILVANO FRONTALINI

Trama 

1830 CIRCA A PARIGI.
Quadro primo
- In una misera soffitta, quattro giovani amici - il poeta Rodolfo, il pittore Marcello, il musicista Schaunard ed il filosofo Colline conducono una gaia vita di " bohème ".
I soldi mancano quasi sempre, spesso si digiuna, ma la gioventù e la spensieratezza aiutano a superare molti ostacoli. La vigilia di Natale vede Rodolfo e Marcello che, infreddoliti e impossibilitati a lavorare per il gelo che ha invaso la soffitta, sono costretti a bruciare nel caminetto il grosso manoscritto di un dramma di Rodolfo.
Rientra Colline, desolato perché ha trovato chiuso il Monte dei Pegni; ma Schaunard, invece, arriva tutto esultante portando del denaro, frutto di una insolita sua prestazione musicale.
I quattro amici decidono di festeggiare la vigilia di Natale con una cena al Quartiere Latino, quando giunge, non gradito, il padrone di casa Benoit a reclamare la pigione dello ultimo trimestre. Costretto a bere dai turbolenti inquilini, il vecchio si lascia andare ad imprudenti confidenze sulle sue infedeltà coniugali e viene perciò cacciato con alte grida di riprovazione dagli improvvisati moralisti.
Marcello, Colline e Schaunard escono; Rodolfo deve attardarsi per finire un articolo di giornale. Mentre il poeta sta scrivendo, fa la sua apparizione Mimi, una dolce e bella "grisette" che abita in una soffitta dello stesso casamento.
Le si è spenta la candela, chiede aiuto a Rodolfo: ma, appena entrata, si sente male e le cadono di mano il candeliere e la chiave di casa. Rodolfo è colpito dal pallore e dalla bellezza della fanciulla. L'aiuta a rimettersi ma, trovata nel buio la chiave, si guarda bene dal restituirla a Mimi: chiamato a gran voce dagli amici che sono impazienti di far baldoria, convince la ragazza ad unirsi a loro.
Mimi docilmente cede. Già innamorati, i due giovani si baciano: poi, a braccetto, si avviano giù per la scala.
Quadro secondo
- Al Quartiere Latino. Colline ha comprato un vecchio, sdrucito pastrano; anche Schaunard fa acquisti, mentre Rodolfo e Mimi si aggirano fra la folla, felici del loro amore.
Il solo Marcello è triste e pensieroso: la bella Musetta, infatti, lo ha abbandonato da qualche tempo per correre dietro a nuovi amori. Rodolfo compra una cuffietta rosa a Mimi e presenta la ragazza agli amici: tutti insieme si siedono ad un tavolo del caffè Momus ed ordinano una ricca cena.
Appare ad un tratto, sulla piazza, Musetta, elegantemente vestita: le vien dietro Alcindoro, un vecchio pomposo e ridicolo che è il suo amante attuale. Scorto Marcello, la ragazza si siede al tavolo vicino a quello degli amici e dal suo posto lancia frasi maliziose e occhiate eloquenti. Marcello finisce per cedere una volta ancora al fascino di Musetta che, tutta felice, si unisce alla compagnia, dopo aver allontanato con un pretesto Alcindoro.
Passa la banda militare, seguita da gran folla: i sei amici si allontanano unendosi alla baraonda generale. Quando Alcindoro torna al suo tavolino, non trova più Musetta ma, in cambio, due conti da pagare: e cade sopra una sedia, allibito.
Quadro terzo
- La barriera d'Enfer, presso un cabaret dove lavora Marcello, qui alloggiato insieme con Musetta, che dà lezioni di canto agli ospiti.
E’ l'alba: gli spazzini si recano al lavoro, passano carrettieri e lattivendole. Mimi, pallida e sofferente, ha un colloquio con Marcello: la vita con Rodolfo è diventata impossibile; le liti e le incomprensioni sono all'ordine del giorno; la fanciulla non sa più che fare. Nascosta dietro agli alberi, Mimi assiste al colloquio fra Rodolfo - sopraggiunto -
e Marcello: il poeta accusa Mimi di leggerezza e d'infedeltà, ma poi - dietro insistenza di Marcello - confessa la vera ragione del suo modo d'agire. Mimi è gravemente malata e la vita nella fredda ed umida soffitta finirebbe per abbreviarle l'esistenza: è necessaria, quindi, una separazione. Mimi, dal suo nascondiglio, si lascia sfuggire un singhiozzo e Rodolfo la scopre: un appassionato colloquio s'intreccia fra i due amanti, che ricordano con struggente nostalgia tutte le gioie del periodo trascorso insieme.
Alle tristi e dolorose parole di Mimi e di Rodolfo si uniscono, ad un certo punto, le frasi pungenti e velenose di Musetta e Marcello: il pittore ha scoperto l'amica mentre civettava con un avventore e le fa una violenta scena di gelosia, alla quale la ragazza reagisce infuriata.
Anch'essi si lasceranno: la vita in comune è diventata un inferno. E mentre Mimi e Rodolfo si avviano verso i loro ultimi giorni di felicità, Musetta continua a lanciare atroci insulti contro Marcello, che rientra nel cabaret, furibondo.
Quadro quarto
- Nella soffitta dei quattro amici. Rodolfo e Marcello, da qualche tempo lontani da Mimi e Musetta, ostentano indifferenza e perfetta felicità: ma in realtà pensano e continuamente rimpiangono le amiche perdute.
Giungono Colline e Schaunard che recano una magra cena: pane e un'aringa. Simulando un gaio e ricco festino, i quattro buontemponi inscenano una buffa pantomima, ballando e cantando con umoristico brio.
Ma l'animata scena è interrotta dall'arrivo improvviso di Musetta, che accompagna Mimi sofferente e semisvenuta. La ragazza è, infatti, gravissima: sentendo prossima la fine, ha voluto rivedere il suo Rodolfo e, per strada, ha incontrato Musetta, che da tempo la cercava. Rodolfo adagia Mimi sul letto e gli amici si prodigano per recarle qualche conforto: Musetta venderà i suoi orecchini,
Colline impegnerà il suo vecchio pastrano. Rimasta sola con Rodolfo, Mimi rievoca i dolci momenti del loro amore e si stringe ancora, con infinita passione, all'unico uomo che ha veramente amato.
Rientrati gli amici, Mimi prende con gioia dalle mani di Musetta un manicotto che essa crede dono di Rodolfo e si assopisce quietamente. Musetta prega per la salvezza dell'amica; Rodolfo continua ad illudersi finché il contegno degli astanti gli rivela che Mimi si è spenta.
Piangendo, si getta, allora, sul corpo della fanciulla, disperatamente, invocandola.

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